Tony Capuozzo su Facebook

Vorrei provare un ragionamento, lontano da ogni appartenenza. In qualsiasi paese normale, dopo un voto con i risultati che sappiamo, ci sarebbe stato un governo di coalizione centrosinistra-centrodestra. Per fare poche cose, dall’elezione del Presidente a una nuova legge elettorale, alcuni provvedimenti urgenti di rilancio dell’economia e di protezione delle fasce sociali più colpite dalla crisi. Il M5S sarebbe rimasto all’opposizione, in coerenza con quello che aveva detto in campagna elettorale, e sarebbe stata, io credo, una buona opposizione, utile a tutti. Il problema è che il PD ha fatto una campagna elettorale tutta attenta al giaguaro, trascurando sin quasi all’ultimo lo tsunami grillino. I numeri danno a Bersani una vittoria, ma più che una vittoria monca è un risultato che alimenta il sentimento della vittoria mutilata: Berlusconi è ancora lì, e senza Grillo non si governa. E allora cosa tirano fuori dal cilindro ? Un’insistente appello a Grillo, con arruolamento di intellettuali e firme, rivelatore di una certa doppiezza (accuse di fascismo da un lato, sorrisi di compatimento sui neoletti dall’altro, “inchieste” in Costarica dall’altro ancora) e di una certa sordità, incapace di capire la natura del movimento Cinque Stelle, non omologabile alla politica delle intese, delle cariche, delle promesse (non hanno forse ragione i grillini, quando degli otto punti dicono: non ci fidiamo, perchè, voi che avete governato più del centrodestra in questi ultimi vent’anni, non le avete fatte prima queste cose ?). E che fa il PD ? Non può tornare indietro, perchè la sua stessa base non accetterebbe un governo con il centrodestra, e al massimo socchiude uno spiraglio: con il centrodestra, ma senza Berlusconi, decido io qual è il leader degli altri. Questo dettaglio rivela, anche, un po’ di rifiuto della realtà: Berlusconi può piacere o no, ma il fatto è che milioni di italiani lo hanno votato, e se ti rifugi nel considerarli scemi o ingenui, assegnando tutte le ragioni solo a te stesso, ti sfugge qualcosa del paese reale, ciò che per un politico è grave (per inciso: mi sembra che qui stesse la novità di Renzi, nel non colpevolizzare gli altri, ma invitarli a girare pagina, insieme. Non è stato apprezzato e la via è tornata ad essere quella di sbarazzarsi di Berlusconi grazie alla giustizia, o con le stesse norme ad personam a lui care). E allora non potendo tornare indietro, Bersani assegna a due pontieri una missione che si sa già come finirà, cioè male. Con quale obbiettivo ? Un governo di minoranza, un governicchio tanto per eleggere il Presidente, e di nuovo alle urne. Con un obbiettivo vero: andarci facendo fare a Grillo la figura dell’irresponsabile, del casinista, dello spaccatutto, del sordo alle supreme esigenze del paese. E un obbiettivo per noi elettori: pentitevi, avete sbagliato, al primo turno, dovevate votare me. A me sembra che Grillo in questo momento si stia dimostrando leale innanzitutto con i suoi elettori, e sia fedele alle cose dette. Se c’è qualcuno irresponsabile, casinista, spaccatutto è il povero Bersani. Mi spiace dirlo perchè fa tenerezza persino quando dice “li sbraneremo” , e ha l’aria della brava persona, e ancor di più da perdente. Allora diremo solo che, con i suoi, sta dando prova di mancanza di realismo, di poca responsabilità, e di incapacità a capire gli altri. In genere i sogni muoiono all’alba. Stavolta, al tramonto. Scusate la lunghezza.

…ma noi facciamo di tutto per non essere un “Paese normale”!

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