In una campagna elettorale, che ha visto di tutto e di più e che è stato lo specchio fedele del degrado etico e morale in cui versa il Paese, l’unica luce sono state proprio le dimissioni di Oscar Giannino.

Coinvolto nello scandalo di un falso curriculum vitae, il giornalista ha presentato le sue dimissioni irrevocabili da presidente di Fare per Fermare il Declino.”E’ una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e soldi pubblici, io comincio dal privato”, questa la dichiarazione resa da Giannino.

Il significato di questo atto è ben sintetizzato nella dichiarazione di Maria Pinardi (candidata di Fare per la Lombardia): “Abbiamo così dato un esempio. I leader politici fanno spesso della bugia la loro regola, quindi credo che quello di Giannino sia un ottimo esempio per i giovani. Questa vicenda è un punto di ripartenza per il nostro movimento”.

Il giornalista ha anche precisato che la sua candidatura al Parlamento non è formalmente annullabile, ma che cederà l’eventuale posto ad un altro esponente della lista: “L’eventuale seggio che prenderò alle elezioni è del partito, non mio”.

Per un partito che fa della trasparenza e della meritocrazia la sua bandiera queste dimissioni, a poca distanza dal voto, non costituiscono solo un atto di coraggio, testimoniano che anche in casa nostra esistono quei principi di etica e di coerenza che ben pochi dei nostri politici sembrano seguire.

Fare per Fermare il Declino, rafforzato da questa triste esperienza, va avanti con le sue idee ed il suo programma a testa alta.

FARE è un’idea, un simbolo, non un portabandiera.

Coerenti con quell’idea, ci siamo rinnovati.

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