Vota invece per FARE per Fermare il declino      30europerfare

perché

anche se, pur nella sua vaghezza, l’agenda Monti sembra avere molti  punti in comune con il nostro programma, l’enfasi è diversa in vari punti cruciali e ci sono importanti omissioni. L’agenda Monti pone l’enfasi sul pareggio di bilancio, non su tagli alla spesa e privatizzazioni; parla di spesa pubblica da riqualificare, non da ridurre; dice che il taglio delle tasse è “possibile”, non necessario; parla di valorizzazione/dismissione patrimonio pubblico, non “privatizzazioni” di imprese pubbliche/ municipali; infine non contiene riferimenti al settore bancario, dove necessitano concorrenza e separazione dal controllo pubblico (fondazioni bancarie).

Monti propone di contrastare le lobby ed eliminare i conflitti di interesse. Ma lo fa  assieme all’UDC, che ha portato in parlamento Salvatore Cuffaro e Saverio Romano; anche il mese scorso hanno votato contro liberalizzazioni e tagli di spesa; e assieme a Italia Futura di Montezemolo, uomo-simbolo del capitalismo clientelare familiare italiano vissuto in continua simbiosi con lo stato. Metteranno in lista Fini, Casini e altri simili volti nuovi e credibili. Perfino nei decreti del governo Monti, sono contenute molte misure anti-concorrenziali, che non possono essere attribuite alle lobby parlamentari: per fare un solo esempio tra i tanti, l’ultimo decreto crescita stabilisce che gli affidamenti diretti a imprese quotate in borsa – incompatibili con la normativa europea, col buonsenso e con la teoria economica – sono prolungati fino al 2020, alla faccia della concorrenza!

Inoltre il Monti-politico ha ripudiato molte scelte del Monti-premier, dando la sensazione di voler competere al gioco del populismo: pensiamo ai passi indietro sull’Imu o sul redditometro. Noi crediamo che alcuni di questi provvedimenti vadano difesi (l’Imu, destinando ogni risorsa disponibile al taglio dell’Irap e dell’Irpef) e altri respinti (il redditometro): lo pensiamo oggi, lo pensavamo ieri, lo penseremo (e cercheremo di FARlo) domani. Monti può dire lo stesso?

Nei giorni in cui il Monte dei Paschi di Siena si sta rivelando un caso-scuola dei danni che il controllo politico sul sistema bancario può causare ai contribuenti, ai consumatori e alle comunità locali è assordante il silenzio quasi totale dell’agenda Monti sul tema della necessità di aumentare la concorrenza nel settore e di eliminare il ruolo equivoco delle fondazioni bancarie. E anche negli interventi pubblici post-crisi MPS Monti traccheggia e Grilli (il Ministro dell’Economia del suo governo) difende le Fondazioni in parlamento. Noi ci siamo espressi con chiarezza sulla questione sia in riferimento all’intero sistema che al caso MPS, e lo abbiamo fatto in tempi non sospetti.

 

183530_360443200706257_1311061197_n

Advertisements