Pubblicato: Mar, 05/02/2013 – 12:00  •  da: Fabio Scacciavillani

Dal FATTO QUOTIDIANO del 5 febbraio, pag. 2

La restituzione dell’Imu è ontologicamente impossibile come il sesso tra Minnie e Topolino. Nella Disneyland berlusconiana, uno stato da cui le imprese attendono il pagamento delle fatture per anni, sarebbe in grado di effettuare in pochi giorni un bonifico a decine di milioni di contribuenti, ovviamente senza conseguenze disastrose per la finanza pubblica. Sarà l’effetto allucinogeno dei grafici di Brunetta. Del resto gli allucinogeni non sono un’esclusiva berlusconiana : si pensi al reddito di cittadinanza di rito grillino-guatemalteco. In pratica ogni cittadino avrebbe diritto indefinitamente ad una vita agiata, con affitto, auto, elettrodomestici, ristoranti e vacanze pagate senza dover soggiacere a quel fastidio chiamato lavoro. Dei suoi bisogni si farebbe carico lo Stato, cioé gli altri cittadini che stolidamente continuerebbero ad andare in fabbrica o in ufficio invece di fare i mantenuti.

Del resto anche Monti cede all’atmosfera carnevalesca cinguettando giulivo “Tagliando le spese politiche, cosa che i vecchi partiti hanno impedito, meno tasse su imprese”, “Un sistema di welfare che dia sicurezza a tutti, indipendentemente dal tipo di lavoro” senza fornire uno straccio di cifra. Con la Quaresima, Eurolandia sarà preda di altri conati di crisi. Mentre negli Usa l’assorbimento della bolla dei debiti è in corso dal 2009 (e la situazione va gradualmente stabilizzandosi), in Eurolandia il settore privato anche dopo la bancarotta di Lehman Brothers ha continuato a pompare debiti e solo nel 2011 ha tirato le briglie ma senza riuscire a diminuirli. Contestualmente le passività del settore pubblico sono esplose (+20 punti di Pil) e non si vede nessuna stabilizzazione all’orizzonte. Finché non si affronta questo nodo di finanza pubblica nel Vecchio Continente la crisi perdurerà.

L’Italia rimane il ventre molle e quindi ad ogni minimo cedimento sui conti dello stato corrisponderebbe una frustata secca delle autorità europee e dei risparmiatori. Insomma qualsiasi governo ha già la strada tracciata dal fiscal compact, dai meccanismi di sorveglianza europei (sempre più pervasivi) e dal pareggio di bilancio in Costituzione. Il resto sono fumetti. Se dovesse rivincere Berlusconi (e Tremonti) il governo non arriverebbe ad insediarsi che già dovrebbe invocare l’intervento del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione Europea. Se dovesse prevalere Bersani, avrebbe il problema di far ingollare ai Vendola ed ai Fassina una dose massiccia ed amara di realismo (come ha fatto Hollande) e a questo scopo tiene a bagnomaria Monti nel ruolo del Mastella di lusso.

 

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