Il ritorno ai luoghi d’origine suscita inevitabilmente delle emozioni.  E’ la scatola dei ricordi che si riapre: fotografie in bianco e nero che si rianimano, colori sbiaditi che si ravvivano passeggiando per luoghi visti e vissuti.

Poi inizia l’avventura quando, lasciandosi alle spalle gli affollati e chiassosi vicoli di “spaccanapoli”, ci si ritrova immersi nella Napoli sotterranea: un’esperienza che cambia decisamente il modo di vedere la città e che meglio di qualunque altra visita guidata fa comprendere il passato e la storia millenaria di “Partenope”.
Sotto marciapiedi affollati e vicoli, sotto strade cittadine ricoperte con i lastroni del Vesuvio, ad oltre 40 metri di profondità, si estende un vasto e suggestivo intrigo di caverne, cisterne, cunicoli e pozzi che vanno a costituire una città sotto la città.

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Un mondo a parte, per molto ancora inesplorato, isolato nella sua quiete millenaria eppure strettamente collegato con la città. E’ il grembo di Napoli, da cui essa stessa è nata. La visita è un viaggio nel tempo lungo duemila e quattrocento anni. Ogni epoca, dalla fondazione della Neapolis alle bombe della seconda guerra mondiale, ha lasciato traccia sulle mura di tufo giallo, pietra con cui la città è costruita.

Ma la sorpresa non finisce qui. Ritornati in superficie, basta fare pochi passi in un adiacente vicolo, suonare alla porta di un “basso” per ritrovarsi, calandosi attraverso una botola, nuovamente nel sottosuolo : siamo nel teatro greco-romano.

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Sono solo tracce, che emergono tra le fondamenta degli edifici del Decumano,  ma sufficienti per capire quanto vasto ed importante dovesse essere questo teatro per l’epoca (IV secolo a.C. – II secolo d.C.).

Una sosta ristoratrice a Port’Alba per degustare una pizza doc e poi di nuovo in cammino. Piazza Dante, Vita Toledo, un immancabile caffè allo storico  Gambrinus e siamo nella grandiosa Piazza del Plebiscito tra la monumentale Chiesa di San Francesco di Paola ed il Palazzo Reale.

E’ proprio verso quest’ultimo che ci dirigiamo per una visita alle maestose sale reale   mostraReginaMargherita

presentate in un inedito percorso storico e multimediale dedicato alla figura di Margherita, prima Regina leggendaria dell’Italia Unita.

E’ il tramonto quando ci dirigiamo verso l’albergo che ci ospiterà per la notte: siamo  a via Partenope, sul lungo mare, e dalla camera la vista del golfo è da mozzafiato.

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Dopo una breve sosta, passeggiata sul lungo mare e cena al borgo marinaro a base di specialità di pesce del golfo.

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Rientro in albergo e sonno ristoratore: domani ci aspetta un’altra giornata intensa.

E’ domenica mattina, sul lungomare schiere di praticanti di footing corrono respirando la hotel%20royal%20napolibrezza marina mentre degustiamo la nostra prima colazione.

Facciamo con calma, senza staccare gli occhi dalla immagine della città che traspare dalle vetrate della sala. Il nostro prossimo appuntamento è per le 11.

Lasciamo l’albergo e ci incamminiamo lungo via Partenope. Una breve sosta per ammirare la fontana dell’Immacolatella e poi proseguiamo per via Nazario Sauro.

Il Vesuvio è lì davanti a noi in tutta la sua maestosità.

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Superiamo la Piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale e ci ritroviamo davanti al Teatro San Carlo: avevamo prenotato una visita guidata per ammirarne la bellezza dopo il restauro ultimato nel 2010 e conoscerne più a fondo la sua storia.teatro-san-carlo-napoli-

E’ stato un vero e proprio viaggio nel tempo. La nostra guida, un’attrice vestita in costume ottocentesco da “tarallara”,   ci ha condotti alla scoperta delle affascinanti geografie dei luoghi simboli del teatro in un racconto inedito   sviluppato tra sale storiche ed ambienti di nuova concezione. Un viaggio sorprendente nel “dietro le quinte” del Teatro e nel magico mondo della Musica. Un itinerario che ci ha fatto sentire e vedere da vicino tutti i volti del San Carlo partendo dall’ingresso di Palazzo Reale, passando per la Sala ed il vecchio Foyer, percorrendo i luoghi solitamente non frequentati dal pubblico, in una sorta di spettacolo parallelo.

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Terminata la nostra visita, per nulla stanchi della quantità gradini che abbiamo affrontato percorrendo in lungo e in largo il teatro, ci siamo incamminati a piedi verso la stazione Garibaldi dove avremmo preso il treno per rientrare a Roma.

Volevamo respirare fino all’ultimo le atmosfere della città prima di lasciarla e così abbiamo raggiunto piazza Municipio, siamo risaliti per via Medina e via Monteoliveto per poi passare davanti al Monastero di Santa Chiara. Attraverso Via Benedetto Croce siamo giunti a Via San Biagio dei Librai e poi nella piazza San Domenico dove ci siamo rifocillati con una sfogliatella calda nell’ antichissima pasticceria Scaturchio.

Un ultimo dedalo di vie e viuzze ci ha aperto la strada alla piazza Garibaldi e pochi minuti dopo eravamo sulla freccia rossa con i piedi dolenti ma soddisfatti per aver trascorso un indimenticabile week-end.

Nel breve viaggio di rientro un interrogativo si è fatto inevitabilmente largo nei miei pensieri: perché Napoli assurge alla ribalta della cronaca solo per la questione della “monnezza”?

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