Non me la sono mai sentita di definire “poesie” quell’insieme di parole che qualche volta mi capita di scrivere.
Non mi sono mai ritenuto, né mi ritengo un “poeta”. Ci vuole ben altro spessore per fregiarsi di un tale titolo.
Le mie sono sensazioni, emozioni, pensieri annotati sulla carta. A me piace definirle, con la giusta ironia, “poveresie”.
Quando la vena ha fatto capolino, le ho sempre buttate giù di getto senza troppo badare alla forma, alla costruzione e raramente ho fatto uso della rima. Poi di recente c’è stato un incontro, avvenuto sul web così per caso, che mi ha stimolato per intraprendere una nuova esperienza.
Mi riferisco ai contatti che ho avuto con Elena Zucchini, Coordinatrice della Sezione Ligure dell’Accademia Vittorio Alfieri, che mi ha portato per mano alla scoperta dell’Associazione, dei suoi Poeti e del Laboratorio di Poesia.
L’impatto con la metrica, la rima, il sonetto non è stata cosa da poco per chi, come me, non era abituato a certe logiche, ma le sonorità che venivano dai versi sono state uno sprone ad affrontarne lo studio ed ad impegnarmi in un percorso, che è appena agli inizi, sicuramente non facile e che prevedo di lunga durata.
Il sonetto che trovate in questa pagina è il primo lavoro portato a termine grazie ai consigli ed ai suggerimenti tecnici di Elena che, in un improvvisato laboratorio di versificazione virtuale, ha pazientemente impegnato le sue indubbie capacità e la sua esperienza di “lima”. A Lei va il mio pubblico ringraziamento.
 
A quanti fossero interessati alle iniziative dell’Associazione e/o alla lettura delle poesie dei Soci segnalo i seguenti indirizzi:
 
 
Il Canyon
 
Il cieco fiume della nebbia scorre
ancora stretto nella valle fonda
poi i profili delle rocce percorre
quando il sole dilaga e la circonda.
 
Infine l’alba le guglie sorprende
tra le concavità forgiate all’aria
e sulle snelle figure riaccende
i millenari strati d’arenaria.
 
L’impavido scoiattolo, che solo
cercando cibo audace s’avvicina,
guardingo s’alza sulle zampe ritto.
 
L’aquila maestosa plana in volo
per poi tuffarsi ardita nella china
e la vita riprende il suo conflitto.
 
Nell’immenso sto zitto
e guardo con un senso di paura
quale sublime artista è la Natura!
 
 
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