Come promesso, ecco la seconda parte del manuale. Per il collegamento diretto alla prima parte cliccate qui

  LE FINITURE

Dopo aver incollato i ritagli ed essersi assicurati che non vi siano “bolle”, aver provveduto al loro isolamento (se non si era già stesa la colla sulla superficie) ed aver eventualmente applicato una tecnica ad effetto (es. craquelé) si può passare alla fase di finitura del lavoro.

Sostanzialmente si tratta di ottenere, attraverso l’applicazione di diverse mani di vernice – più o meno trasparenti – e di appropriate carteggiature, una superficie il più possibile liscia.

In un lavoro ottimale, la superficie del fondo dovrebbe raggiungere il livello delle immagini che sono state applicate in modo da creare l’effetto del legno dipinto. Un leggero rilievo in corrispondenza dei contorni della carta non è comunque indice di un lavoro approssimativo a condizione che, nel complesso, la superficie risulti priva di asperità

Possiamo, per sommi capi, divedere la finitura in tre fasi:

 a)   la verniciatura

b)   la levigatura

c)    la rifinitura

 

 

a) la verniciatura

 I materiali

Esistono diverse vernici di finitura: la scelta può dipendere dal tipo di effetto finale desiderato, dall’utilizzo cui è destinato l’oggetto, dalla maggiore dimestichezza nell’utilizzo di un prodotto rispetto ad un altro.

Analizziamo i prodotti di più largo uso e reperimento:

·       vernice trasparente all’acqua

        può essere opaca o lucida

        essicca rapidamente (alcuni tipi sono riverniciabili anche dopo 2 ore)

        fornisce una patina trasparente sottile

        per poter “annegare” i ritagli occorrono mediamente dalle 3 alle 10 mani a    seconda dello spessore della carta utilizzata

        diluente e pulizia pennelli: acqua

 

·       vernice trasparente in gel all’acqua

        può essere opaca o lucida

        essicca meno rapidamente di quella trasparente all’acqua

        fornisce una patina trasparente spessa

        per poter “annegare” i ritagli occorrono mediamente dalle 2 alle 8 mani a seconda dello spessore della carta utilizzata

        diluente e pulizia pennelli: acqua

 

·       vernice trasparente spray

        può essere opaca o lucida

        essicca in circa 10 minuti ma è riverniciabile mediamente dopo un’ora

        fornisce una patina trasparente sottile

        è consigliata solo per l’isolamento pre finitura (es. lavori trattati con Angelina)

 

 

·       vernice trasparente ad olio (flatting)

        può essere opaca o lucida

        essicca in genere dopo 16 ore

        fornisce una pellicola resistente e brillante e conferisce una patina vagamente ambrata che tende ad ingiallire con il tempo

        per poter “annegare” i ritagli occorrono mediamente dalle 3 alle 8 mani a seconda dello spessore della carta utilizzata

        è necessaria una carteggiatura intermedia ogni due mani

        diluente e pulizia pennelli: acquaragia

 

·       gommalacca

        è lucida con effetto naturale leggermente aranciato

        essicca in genere dopo 1 ora

        fornisce una pellicola poco resistente e brillante e conferisce una patina vagamente ambrata che tende ad ingiallire con il tempo

        è consigliata solo per conferire un effetto anticato e si usa preferibilmente solo nelle ultime mani

        diluente e pulizia pennello o tampone: alcool a 95°

 

 Il procedimento

Ferme le indicazioni d’uso normalmente presenti sulle confezioni, è consigliabile, dopo aver verificato che l’oggetto da trattare è esente da polveri, pelucchi, ecc., iniziare a stendere la vernice prescelta con un pennello perfettamente pulito ed asciutto.

E’ possibile usare il pennello più carico di prodotto (senza mai esagerare) per le prime mani, proseguendo successivamente con strati più sottili. In questo modo si raggiungerà prima il livello di spessore della carta: occorrerà però prestare molta attenzione in quanto più il pennello è carico più il rischio di colature è alto.

Per applicare la vernice bisognerà distribuire il prodotto, nel modo più uniforme possibile, partendo dal centro dell’oggetto (o di un’area della superficie se si tratta di oggetti di una certa dimensione) stendendola in tutte le direzioni e poi ripassando il pennello in una sola direzione.

Nella mano successiva quest’ultima direzione andrà cambiata.

Verificare sempre, controluce, se si sono lasciati punti scoperti ed intervenire prima che il prodotto si asciughi. Ugualmente andranno controllate eventuali colature.

Prima di procedere alla mano successiva attendere che il fondo sia perfettamente asciutto.

 

NOTA

Per le vernici (così come per i colori ed i mordenti) è preferibile usare prodotti all’acqua. Non sono tossici, sono inodore, resistenti ed elastici, asciugano rapidamente, consentono una facile pulizia degli attrezzi, non necessitano di carteggiature fra una mano e l’altra in quanto aderiscono perfettamente a loro stessi.

Hanno un solo difetto: tendono a lasciare il segno delle pennellate.

Pennelli di buona qualità ed una stesura molto accurata minimizzeranno l’inconveniente e se qualche imperfezione dovesse palesarsi una paziente levigatura provvederà ad eliminarle.

  

b) la levigatura

 I materiali

 

–       carta abrasiva impermeabile nr. 400 – 500 – 600 (o lana d’acciaio per mobili media e fina)

–       sapone liquido

–       spugnetta piatta rigida

–       carta asciugatutto (“rotolone”)

–       panno morbido (l’ideale è la pelle scamosciata)

Il procedimento

Si tiene a bagno, in acqua saponata, la carta abrasiva impermeabile (iniziando da quella più grossa) in modo che diventi morbida e flessibile. La si avvolge poi su una spugna piatta ed un pò rigida e si strofina su tutto il lavoro esercitando una lieve pressione.

Quando la superficie sarà stata sufficientemente levigata la si pulisce con la carta umida e la si asciuga con il panno morbido.

La levigatura deve dare come risultato una superficie perfettamente liscia ed opaca: se il risultato non soddisfa ripetere il procedimento con la carta abrasiva nr. 500 e se necessario con la nr. 600.

In alternativa si può usare, al posto della carta abrasiva impermeabile, la lana d’acciaio per mobili media e fina. In questo caso, dopo aver indossato guanti di gomma, si taglia dalla matassa di lana il quantitativo necessario a formare un tampone che si strofinerà a secco su tutta la superficie seguendo preferibilmente, se presenti, il senso delle venature.

 

 

c) la rifinitura

 

 

Per completare definitivamente l’opera non ci rimane che la rifinitura. Abbiamo davanti il nostro lavoro che si presenta, come abbiamo detto prima, ben levigato ed opaco. Dobbiamo decidere, secondo il nostro personale gusto, come rifinirlo.

Se desideriamo una rifinitura opaca basterà applicare con un panno della cera d’api bianca: lasceremo assorbire la cera e poi puliremo strofinando con un panno morbido.

In alternativa potremo anche utilizzare della vernice trasparente opaca liquida o spray.

Se, invece, vogliamo una rifinitura lucida daremo velocemente, ma con cura, una leggera mano di uno dei prodotti segnalati al punto II a) “la verniciatura”.

Se vogliamo una superficie particolarmente brillante possiamo, da ultimo, passare del “Polish”: aiutandoci con un tampone di ovatta strofineremo energicamente la superficie con il prodotto e lasceremo asciugare. Puliremo, infine con un panno di lana. Quest’ ultimo prodotto, contenendo normalmente un certo quantitativo di silicone, impermeabilizza la superficie trattata.

Vale la pena di accennare che esistono in commercio anche delle cere all’acqua (sia ad effetto lucido che satinato): sono facili da stendere a pennello, creano una patina naturale e possono essere impermeabilizzate con il Polish.

 

 

 

 

 

E’ UTILE SAPERE CHE:

v    Per conservare più a lungo una vernice e meglio riporre la confezione capovolta: ovviamente se si è sicuri della tenuta del tappo.

v    Se nella vernice si notassero piccoli grumi è opportuno filtrarla utilizzando una calza di nylon.

v    E’ meglio non agitare troppo la confezione di vernice: mescolarla sempre lentamente. Si eviterà così la formazione di bollicine d’aria.

v    La presenza di bollicine d’aria sulla superficie verniciata potrebbe dipendere anche dall’utilizzo di un pennello poco pulito e non ben asciutto.

v    La vernice trasparente ad olio esiste anche in versione “gel” (lucida od opaca) Si stende a pennello, permette di annegare completamente i ritagli con 3 o 4 mani, ha un effetto autolivellante e conferisce una colorazione ambrata.

v    Per mordenzare il legno a ”tinte”si può anche ricorrere ad apposite cere colorate. Vanno stese generalmente con una pezzuola e poi lucidate con un panno morbido. Prima dell’eventuale decoupage occorre isolare il fondo.

 

v    Per mordenzare il legno a “colori” esistono in commercio coloranti già pronti all’uso nelle più svariate tonalità

 

v    Se il ritaglio che è stato incollato dovesse presentare, una volta asciutta la colla, delle asperità (ad esempio piccole grinze del tovagliolo di carta), conviene – prima di passare alla verniciatura – carteggiare con una carta abrasiva fina (ad esempio nr. 600 o 800) esercitando una leggerissima pressione per non rischiare di asportare parti del soggetto.

 

v    Se si volesse “vetrificare” la superficie dell’ oggetto (ad esempio un vassoio) si può ricorrere ad una speciale vernice a due componenti. Questo prodotto – normalmente costituito da una resina epossidica e da un catalizzatore (indurente) che vanno attentamente miscelati ed utilizzati secondo le istruzioni presenti nella confezione – va steso a pennello. Asciuga abbastanza rapidamente. Crea sulla superficie uno strato particolarmente resistente ed impermeabile solo dopo alcuni giorni dall’applicazione (anche una settimana)

 

Advertisements